L’amianto e l’ambiente

L’amianto e l’ambiente

Da una decina d’anni l’amianto è diventato un centro di interesse in ambito ambientale poiché si tratta di un materiale molto pericoloso per la salute dell’essere umano. Nonostante ciò, nel corso degli anni passati, esso è stato utilizzato principalmente nelle abitazioni nelle tubazioni di scarico dei bagni, cassoni dell’acqua presenti in cantine o soffitte, canne fumarie, cappe delle cucine ma anche per tegole o tettoie, garage, capanne attraverso le famose lastre ondulate che tutti almeno una volta abbiamo visto, specie nelle periferie e luoghi più trasandati.

Da cosa deriva la sua pericolosità

La pericolosità dell’amianto risiede nella sua usura, esso è infatti stato bandito in maniera definitiva già nel 1992. Trascorsi così tanti anni e con l’aggravarsi dell’inquinamento atmosferico sono venuti alla luce i primi problemi legati alle strutture che lo contengono perché le piogge, che tendono a disgregare la matrice dell’impasto, aumenta la porosità delle lastre e delle fibre di amianto che, prima inglobate nel cemento, si disperdono nell’ambiente causando una minaccia poiché, semplicemente, le sue fibre non andrebbero respirate.
Tali fibre, infatti, sono talmente sottili che l’organismo non riesce a smaltirle, causandone il deposito all’interno del nostro organismo anche per decine di anni, dando in moltissimi casi sfogo a tumori all’apparato respiratorio.
Per comprendere se si tratti di un manufatto contenente amianto è possibile rivolgersi ad esperti che, attraverso un’analisi chimica, sapranno affermare con assoluta certezza la quantità presente e i conseguenti interventi da adottare.
Una volta scoperto che si tratti di amianto occorre, se si ha l’intenzione di intervenire, chiamare una ditta specializzata in rimozione e smaltimento, in grado di risolvere il vostro problema. Esistono infatti aziende specializzate sia nello smaltimento di rifiuti edili come Nova Ecologica, altrettanto fastidiosi per l’ambiente, che aziende specializzate nello smaltimento di rifiuti più pericolosi, come l’amianto appunto.

Denunciare la presenta dell’amianto

Qualunque sia la vostra intenzione in merito al manufatto appena scoperto, in ogni caso occorre denunciarne la presenza, i proprietari degli immobili hanno infatti l’obbligo di comunicare alla propria ASL competente i dati scoperti, come stabilito dall’articolo 12 della legge del 92.
Sarà a questo la ASL stessa a provvedere alla rimozione del materiale, valutandone pericolosità e rischi per l’ambiente circostante, è infatti obbligatorio rimuoverlo se deteriorato o posto a forti piogge o altri agenti atmosferici. I costi per lo smaltimento di quest’ultimo variano da caso a caso, in relazione alla quantità e allo stato in cui esso si trova.

MDT rilascia i codificatori dentati di alta precisione TMR con uscite seno/coseno

SAN JOSE, California e ZHANGJIAGANG, Cina, 27 giugno 2018 /PRNewswire/ — MultiDimension Technology (MDT) rilascia il codificatore dentato serie TMR-GE-A Tunneling Magnetoresistance (TMR) con uscite analogiche seno/coseno. Disegnato per ingranaggi in modulo 0.3/0.4/0.5 con uscite seno/coseno per passo di marcia, i codificatori dentati TMR-GE-A-03/04/05 sono ideali per posizioni rotanti e sensori di velocità in applicazioni industriali di alta performance, compresi macchinari di precisione, e sistemi di generazione energetica, equipaggiamento per ferrovie e ascensori.

‘La serie TMR-GE-A di MDT è fatta dai primi codificatori dentati analogici seno/coseno basati sulla tecnologia TMR. Accanto alla serie TMR-GE-T di codificatori digitali lanciati con successo lo scorso anno, essi forniscono soluzioni complete ai nostri clienti con segnali di uscita analogici e digitali di alta qualità per soddisfare vari requisiti nella misurazione della velocità di marcia, e mettono in mostra i vantaggi unici della nostra tecnologia  TMR, come l”alta sensibilità, la bassissima distorsione armonica, straordinaria tolleranza di traferro, e operazioni ad alta velocità,’ ha detto il dr. Song Xue, presidente e AD di MultiDimension Technology. ‘Stiamo attivamente espandendo la famiglia di prodotti MDT dai sensori IC di TMR ai moduli di sensori completamenti integrati e pronti all”uso come i codificatori dentati TMR-GE-A e TMR-GE-T.’

Le caratteristiche chiave della serie TMR-GE-A

  • Uscite differenziali ortogonali seno/coseno in ciascun periodo di passo con bassissima distorsione armonica
  • Uscita di segnale a posizione zero
  • Operazioni ad alta velocità fino a 1MHz
  • Capacità integrate di autocalibrazione
  • Ampia tolleranza in traferro e posizione di installazione
  • Fattore di forma ultracompatto in un design salva-spazio
  • Grado di protezione IP68 per condizioni operative dure

MDT è un fornitore leader di sensori TMR con impianti di produzione avanzati ed un forte portafoglio IP. I sensori TMR di MDT presentano un gran numero di benefici di performance eccezionali, quali bassissima energia, altissima sensibilità, bassissimo rumore, grande gamma dinamica ed eccellente stabilità termica, che complementano i limiti  delle attuali tecnologie di sensori magnetici come Hall Effect, AMR (magnetoresistenza anisotropica) e GMR (magnetoresistenza gigante). Sono scelte ideali per una varietà di applicazioni di sensori ad uso industriale, automobilistico, consumer e medico.

MDT metterà in mostra al SensorsExpo di San Jose, California il 27-28 giugno 2018 i sensori di scambio TMR, sensori angolari TMR, sensori lineari TMR e sensori dentati TMR in dispositivi a pacchetti standard, nonchè sensori di immagine TMR e codificatori dentati TMR in moduli di sensori completi.

Informazioni su MDT
MultiDimension Technology è stata fondata nel 2010 a Zhangjiagang, nella provincia cinese del Jiangsu, con filiali a Pechino, Shanghai, Chengdu e Ningbo in Cina, Osaka in Giappone, e San Jose in California., USA. MDT ha sviluppato un portafoglio di proprietà intellettuali unico, e capacità produttive all”avanguardia che possono sostenere produzioni di grandi volumi di sensori magnetici TMR ad alta performance e basso costo per soddisfare i bisogni applicativi più esigenti. Guidata dal suo team dirigenziale chiave di esperti di primo piano e veterani nella tecnologia dei sensori magnetici e servizi ingegneristici, MDT è impegnata a creare valore aggiunto per i suoi clienti e assicurare il loro successo. Per maggiori informazioni su MDT si prega di visitare http://www.multidimensiontech.com.

Contatti media
Jinfeng Liu, jinfeng.liu@multidimensiontech.com,
Tel: +1-650-275-2318 (USA), +86-189-3612-1156 (Cina)
Jilie Wei, kevin.wei@multidimensiontech.com,
Tel: +86-189-3612-1160 (Cina)

Logo – https://mma.prnewswire.com/media/565378/MULTIDIMENSION_TECHNOLOGY_CO__LTD__LOGO.jpg

MDT espande le linee di prodotto di sensori con moduli codificatori completamente integrati per applicazioni industriali ad alta performance

PharmaMar sigla un accordo di licenza per la commercializzazione e la distribuzione di Aplidin® con Pint Pharma International

PharmaMar (MCE: PHM) ha annunciato oggi di aver firmato con Pint Pharma International, S.A. un contratto di licenza per la commercializzazione e la distribuzione del farmaco antitumorale di derivazione marina Aplidin® (plitidepsina) in Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Messico, Paraguay, Perù, Uruguay e Venezuela.

     (Logo: http://mma.prnewswire.com/media/624563/PharmaMar_Logo.jpg )

In base all”accordo, Pint pagherà milestone non divulgate e royalties a PharmaMar in cambio dei diritti per registrare, commercializzare e distribuire Aplidin® in ognuno dei suddetti territori. PharmaMar manterrà i diritti di produzione esclusivi e fornirà il prodotto finito per scopi clinici e commerciali. 

In occasione del congresso ASH, svoltosi a dicembre 2017 a San Diego (Stati Uniti), l”azienda ha annunciato i risultati di uno studio clinico registrativo di Fase III (ADMYRE) con plitidepsina, dove sono stati soddisfatti l”endpoint primario, la sopravvivenza libera da progressione, gli obiettivi secondari, la sopravvivenza complessiva e la sicurezza e fornisce un trattamento per il mieloma multiplo con un nuovo meccanismo di azione.

Secondo Luis Mora, Managing Director della Oncology Business Unit di Pharma Mar: ‘Stiamo per lanciare la nostra prima alleanza strategica con Pint Pharma International per la commercializzazione di Aplidin®, sviluppato per trattare il mieloma multiplo. Questo accordo è in linea con il nostro impegno a offrire nuove terapie capostipiti per i pazienti di tutto il mondo’.

David Muñoz, CEO di Pint Pharma, ha dichiarato: ‘Siamo entusiasti dell”opportunità di includere Aplidin® nel nostro amplio portafoglio oncologico ematologico: ciò rafforzerà ulteriormente la nostra missione di consentire alla popolazione latino-americana con gravi patologie che condizionano la vita di vivere meglio fornendo loro un accesso precoce ed efficace a soluzioni terapeutiche innovative’.

Pint Pharma  

Pint Pharma è un”azienda farmaceutica privata latino-americana che si dedica allo sviluppo, alla registrazione e alla commercializzazione di terapie specialistiche. Pint Pharma può contare su leader esperti nel settore farmaceutico con base strategica in America Latina ed Europa, e vanta una lunga esperienza nello sviluppo di forti relazioni con aziende farmaceutiche e sanitarie a livello globale. Pint Pharma punta a essere il primo fornitore dell”intera area latina-americana di terapie innovative di alto valore per oncologia, malattie rare e cure specialistiche.

Informazioni su PharmaMar  

PharmaMar, con sede principale a Madrid, è un”azienda biofarmaceutica leader a livello mondiale nella scoperta e nello sviluppo di farmaci antitumorali innovativi di origine marina. L”azienda vanta una lista di farmaci candidati e un solido programma di ricerca e sviluppo. PharmaMar sviluppa e commercializza YONDELIS® in Europa e vanta altri tre programmi di sperimentazione clinica in fase di sviluppo per diversi tipi di tumori solidi ed ematologici, lurbinectedina, plitidepsina, PM184 e PM14. PharmaMar è un”azienda biofarmaceutica operante in tutto il mondo con filiali in Germania, Italia, Francia, Svizzera, Regno Unito, Belgio e Stati Uniti. PharmaMar possiede altre aziende: GENOMICA, azienda leader nella diagnostica molecolare, Sylentis, dedicata alla ricerca di applicazioni terapeutiche del silenziamento genico (RNAi) e due altre aziende chimiche, Zelnova Zeltia e Xylazel. Per ulteriori informazioni su PharmaMar, visitate la pagina http://www.pharmamar.com.

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MADRID, June 12, 2018 /PRNewswire/ —

Opinioni che scottano, molto più della temperatura del pianeta

Opinioni che scottano, molto più della temperatura del pianeta

Io non so da che parte stia il Wall Street Journal. Non lo so e non ci tengo a saperlo, anche se probabilmente qualcuno me lo farà notare in commento a questo post. Non lo so come non so da che parte stia il New York Times, o qualunque altro media di questo livello. E’ probabile però che sia come tutti gli altri, a metà tra la linea editoriale che il gruppo di interesse che lo controlla desidera sia seguita più o meno esplicitamente e secondo la convenienza del momento, e la necessità di mostrare ogni tanto di saper pubblicare anche cose scomode, purché non lo siano troppo, naturalmente.

E la verità, in questo caso, è scomoda, frase che calza a pennello in quanto parafrasi del titolo della celebre docufiction di Al Gore sul clima. Eco qua, il WSJ ha pubblicato l’op-ed che segue:

Climate Change Has Run Its Course
Its descent into social-justice identity politics is the last gasp of a cause that has lost its vitality.

Il cambiamento climatico ha fatto il suo tempo… ah però!

Pare che nonostante gli sforzi immani della stirpe dei salva-pianeta, tutta la questione stia per entrare nell’oblio, destino comune a molte delle emergenze planetarie – vere o false – che hanno perso, se mai l’hanno avuto, il contatto con la questione centrale cui si riferiscono, per diluirsi in temi ideologici e politici di tutt’altra natura le cui fortune, essendo legate alla politica, nascono e muoiono con essa, secondo convenienza. Altrimenti, perché inserire nel testo dell’osannato quanto inutile accordo di Parigi il fatto che l’azione climatica debba includere attenzione per “l’eguaglianza di genere, l’emancipazione femminile e l’uguaglianza intergenerazionale” oppure “l’importanza di alcuni dei concetti di giustizia climatica”?

Un percorso, si legge nell’articolo, che ben si identifica con cinque passaggi identificati in tempi davvero non sospetti (nel 1972) in un commento alla parabola discendente di molti movimento politici.

Dall’allarme iniziale all’endorsement dei media e dei politici, con l’entusiasmo che sale alle stelle in vista di un obbiettivo salvifico, che ben si attaglia a qualsiasi genere di attivismo e fanatismo. Poi la scoperta – terzo stadio – che affrontare il problema è meno sostenibile del problema stesso, un bagno di realtà conseguente alla definizione di obbiettivi irrealistici. Di qui l’inizio del declino dell’intensità del coinvolgimento pubblico, che confina il problema in un limbo dal quale emerge solo saltuariamente per sostenere l’apparato burocratico e per qualche picco di attenzione.

Ora, non so se avrete voglia di leggere l’articolo, personalmente ho identificato in ognuno di questi passaggi un pezzo della parabola del clima che cambia e cambia male… compreso l’ultimo. Vuoi vedere che ha ragione?

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Fonte: Opinioni che scottano, molto più della temperatura del pianeta

Come essere green anche dopo la morte

Come essere green anche dopo la morte

Risulta oggi essenziale avere degli ideali forti su cui modellare la propria vita e, perché no, anche la propria morte. Un esempio di ideale che oggi va diffondendosi è quello della difesa dell’ambiente attraverso, anche e soprattutto, semplici gesti quotidiani.

Eco-bare ed eco-urne

È per questo che oggi si parla di eco-bare ed eco-urne, oggetti realizzati in materiali completamente biodegradabili provenienti principalmente da carta riciclata.
Si tratta di elementi dal design moderno ed essenziale, corredati da una ricca gamma di colori e ornamenti religiosi in maniera tale da soddisfare tutti quanti.
Questa idea deriva direttamente da una ditta danese, un’idea brillante non solo dal punto di vista ecologico ma anche da quello economico: tanto l’inquinamento ambientale quanto la morte, almeno per il momento, non sono soggetti a crisi.
I modelli danesi non sono gli unici disponibili in commercio ma sono sicuramente i più avanzati anche se un imprenditore argentino è stato in grado di introdurre un elemento semplice come il cartone all’interno della pratica funeraria: si tratta infatti di una bara leggerissima (circa 12 kg), molto simile ai modelli tradizionali, che sopporta un peso fino a 225 kg, resistente all’acqua, priva di cere e solventi in modo da assicurare una cremazione ecologica: si tratta insomma di un modo per conciliare due modi di essere, green ed economicamente ’’in crisi’’.

La ‘’Capsula Mundi’’

Il progetto tuttavia più interessante e totalmente italiano che sta ormai spopolando nel mondo è quello di collocare la salma all’interno di una ‘’Capsula Mundi’’, del tutto biodegradabile e che funge da seme per una pianta.
Le spoglie dei defunti diventano alberi rigogliosi e la classica lapide viene sostituita da un importantissimo elemento per il nostro ecosistema, per non parlare poi dell’idea di dare vita a qualcosa con la propria morte.
Soltanto in Italia ogni anno vengono abbattuti 50 km quadrati di bosco per la costruzione di bare che, una volta interrate, iniziano ad inquinare sia il suolo che le falde acquifere.
Il pericolo non deriva però solo dalle bare, ma anche da metodi apparentemente innocui quali la cremazione, pratica offerta dall’agenzia Cattolica San Lorenzo, anche se in misura inferiore.
Il defunto viene disposto in posizione fetale in una "bara" a forma di uovo che una volta piantata nel terreno, fungerà da nutrimento per il "seme" di un albero, scelto in vita dal defunto, che crescerà grazie alla decomposizione naturale e alla cura dei parenti.
 

Osservare il clima con le Eclissi di Luna

Osservare il clima con le Eclissi di Luna

Questa storia è interessante. Immagino che sarete più o meno tutti al corrente della importante eruzione vulcanica in corso nell’isola Kilauea, nelle Hawaii, un evento molto serio in termini di impatto locale ma non particolarmente rilevante ai fini climatici, perché sebbene sia stata abbastanza potente, l’eruzione non ha raggiunto valori elevati dell’indice di intensità di questo genere di eventi, quindi non sono state disperse in alta atmosfera quantità importanti di aerosol.

Già perché se c’è un forcing del clima assolutamente imprevedibile ed anche molto incisivo nel breve-medio periodo, è proprio quello dell’attività vulcanica. L’ultima eruzione del Pinatubo nel 1992, ad esempio, è chiaramente visibile nelle serie storiche della temperatura media superficiale globale, perché la quantità di aerosol rimasta sospesa in alta atmosfera ha, schermando la radiazione solare in ingresso, provocó una significativa benché climaticamente breve diminuzione della temperatura.

Alcuni giorni fa, alla 46ma conferenza annuale del (GMAC) a Boulder, sede servizio di monitoraggio dello Space Weather americano, è stato presentato un lavoro frutto dell’ossevazione delle eclissi lunari delle ultime decadi. Analizzando il colore della Luna durante le eclissi, sembra sia stato possibile misurare la quantità di aerosol di origine vulcanica presenti in alta atmosfera. L’immagine sotto mostra la Luna “sporca” del 1992 e quella “pulita” del 2018.

Secondo Richard Keen, che ha presentato il lavoro, la ridotta attività vulcanica delle ultime decadi sarebbe responsabile di una maggiore trasparenza dell’alta atmosfera e quindi avrebbe lasciato entrare più radiazione solare, con un effetto misurabile in 0.6 Watt per metro quadro, che tradotto in riscaldamento sarebbe più o meno 1-2 decimi di grado. In pratica, dice Keen, negli ultimi 40 anni la ridotta attività vulcanica e l’incremento dei gas serra hanno contribuito in egual modo al trend positivo delle temperature globali per come lo abbiamo osservato con i sensori satellitari, ossia in tutto circa tre decimi di grado.

La notizia è uscita su spaceweather.com e a questo link c’è il poster della presentazione.

Buona giornata

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Fonte: Osservare il clima con le Eclissi di Luna

Come si prepara il progetto di bonifica ambientale

Come si prepara il progetto di bonifica ambientale

I rifiuti sono sempre oggetto di potenziale rischio per la salute ambientale e umana soprattutto se abbandonati nell’ambiente e non sono conferiti correttamente in discarica; particolare attenzione, poi, deve essere riservata allo smaltimento dei rifiuti in genere e allo smaltimento dei rifiuti speciali a Roma in particolare, in conseguenza alle difficoltà registrate dall’amministrazione comunale nella gestione dei rifiuti urbani e non solo. A volte, quando viene chiusa una discarica è necessario procedere alla bonifica del territorio o del sito e per fare la bonifica ambientale è necessario redigere un progetto. Ditte specializzate come NIECO hanno le competenze per mettere in atto un progetto di bonifica ambientale. Ma come si redige e come si prepara un progetto di bonifica?

La redazione di un progetto di bonifica ambientale

La bonifica ambientale richiede indagini preliminari geologiche e idro-geologiche del sito e la verifica di eventuali contaminazioni. È la legge a definire come fare un progetto di bonifica (D.M. n. 471/1999) definendo il progetto come il primo livello di approfondimento. Il D-Lgs. n.152/2006 e successive modifiche stabilisce invece il successivo piano di caratterizzazione ovvero le procedure operative e amministrative per raccogliere il maggior numero di informazioni sul sito da bonificare. In caso di contaminazione, il piano di caratterizzazione è il primo passo verso la bonifica e la messa in sicurezza del sito. Il progetto di bonifica si compone delle seguenti fasi:

  • Raccolta sistematica dei dati esistenti;
  • Modello concettuale preliminare;
  • Piano di indagini;
  • Risultati;
  • Modello concettuale definitivo;
  • Progettazione dell’intervento.

La stesura del modello concettuale definitivo deve essere integrato dai risultati delle analisi chimico-fisiche ottenute con il campionamento, le indagini e le analisi del sito da bonificare. Il sito deve essere descritto in modo dettagliato riportando le informazioni in modo tale da stabilire chiaramente gli effetti delle attività svolte sul sito e sul’impatto dei rifiuti stoccati.

Quali sono i dati da raccogliere

Il progetto di bonifica ha lo scopo di individuare:

  • Le fonti di contaminazione attuali o pregresse (terreno di riporto contaminato, rifiuti interrati, perdite di tubature, accumuli di rifiuti, polveri, serbatoi con perdite);
  • Le sostanze contaminanti presenti nel sito;
  • Il grado di tossicità e le caratteristiche chimico-fisiche delle sostanze contaminanti rilevate (solubilità, volatilità, biodegradabilità …);
  • Le caratteristiche dominanti dell’ambiente circostante quali le falde acquifere, profondità dell’acquifero principale, prossimità ai corsi d’acqua, caratteristiche meteo-dinamiche del sito;
  • Presenza di pozzi nel sito e nelle aree limitrofe e uso delle acque prelevate dai pozzi;
  • Altri elementi territoriali di rilievo come la distribuzione e densità demografica nell’area limitrofa il sito da bonificare, vicinanza di scuole, ospedali e altri soggetti sensibili;
  • Modalità e tipo di esposizione dei soggetti sensibili al sito contaminato (contatto dermico, ingestione, inalazione).

Tutti questi elementi contribuiscono a definire l’estensione dell’area da bonificare che spesso va oltre i confini del sito da bonificare, nonché la stima del suolo contaminato, le caratteristiche ambientali, il grado di inquinamento dei vari siti coinvolti, i livelli di esposizione e le caratteristiche della popolazione soggetta al rischio di inquinamento e contaminazione.

Le Previsioni di CM – 30 Aprile / 6 Maggio 2018

Le Previsioni di CM – 30 Aprile / 6 Maggio 2018

Queste previsioni sono a cura di Flavio

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Situazione sinottica

Una ondulazione atlantica piuttosto incisiva avanza dalla penisola iberica in direzione dell’Europa centrale e del bacino centro-occidentale del Mediterraneo, rallentata nel suo avanzamento zonale dall’approfondimento di una depressione centrata in queste ore in prossimità del Belgio. La cellula anticiclonica atlantica rimane defilata a ovest delle isole Azzorre, mentre il flusso principale continua ad alimentare sistemi depressionari in movimento dall’arcipelago canadese al Mar di Groenlandia con temperature che sull’arcipelago continuano a mantenersi su valori prossimi ai 20 gradi sotto lo zero (Fig.1).

L’evoluzione sinottica sarà caratterizzata a inizio settimana dall’approfondimento di un vortice sul Golfo di Danimarca, cui si assocerà una notevola accelerazione del getto in uscita dal Labrador con conseguente tilting della cellula atlantica e isolamento di un minimo chiuso di geopotenziale sul Mediterraneo (Fig.2). Conseguiranno condizioni di tempo molto instabile sull’Italia, in particolare sulle regioni nord-occidentali e del versante tirrenico che al momento appaiono interessate più direttamente dalla circolazione ciclonica.

Sul finire della settimana, il consolidamento di una cellula anticiclonica sull’Europa centrale potrebbe regalare un nuovo periodo di tempo stabile, con la Penisola esposta all’ingresso di correnti secche dai quadranti nord-orientali e le regioni meridionali soggette a fenomenologia da instabilità pomeridiana per effetto della debolezza del geopotenziale e dell’influenza marginale di una circolazione depressionaria collocata tra l’Anatolia e il Mediterraneo orientale (Fig.3).

Linea di tendenza per l’Italia

Lunedì iniziali condizioni di cielo generalmente poco nuvoloso su tutto il Paese con fenomeni di instabilità pomeridiana più organizzati sull’arco alpino centro-occidentale, e più deboli e isolati sull’Appennino. In serata aumento della nuvolosità sulle regioni tirreniche con piogge e rovesci in intensificazione sulla Sardegna.

Temperature in lieve diminuzione, entra il libeccio sul Mar Ligure e Tirreno settentrionale.

Martedì da molto nuvoloso a coperto al Nord e al Centro con precipitazioni diffuse sui versanti tirrenici e sulle regioni di Nord-ovest. Condizioni di maltempo sulla Sardegna con precipitazioni intense, abbondanti, a carattere prevalente di rovescio o temporale. Parzialmente nuvoloso sulle regioni centrali adriatiche e al Sud.

Temperature in diminuzione nei valori massimi al Nord-ovest e sulla Sardegna, venti deboli orientali.

Mercoledì condizioni di maltempo che persistono sulla Sardegna e si estendono alle regioni di Nord-ovest e alla Toscana con fenomeni anche intensi e a prevalente carattere di rovescio o temporale. Precipitazioni meno organizzate e schiarite frequenti su regioni centrali adriatiche e di Nord-est, sottovento. Sud ancora in attesa, con precipitazioni in progressiva intensificazione sulla Sicilia.

Temperature stazionarie, venti orientali.

Giovedì tempo in miglioramento al Nord, pure in un contesto di spiccata variabilità. Condizioni di accentuata instabilità sulle regioni centrali e meridionali con fenomeni diffusi a prevalente carattere di rovescio o temporale.

Temperature in diminuzione al Sud, venti a circolazione ciclonica attorno al minimo sul Tirreno meridionale.

Venerdì: condizioni di instabilità su tutto il Pese, con possibile nuovo coinvolgimento delle regioni settentrionali e fenomeni più probabili e intensi su regioni interne e in prossimità dei rilievi. Non mancheranno le schiarite, specie sulle regioni costiere.

Sabato e Domenica graduale attenuazione dell’instabilità con schiarite via via più ampie e fenomenologia sempre più limitata alle zone interne e montuose delle regioni centro-meridionali. Ventilazione settentrionale, temperature nella media del periodo.

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Fonte: Le Previsioni di CM – 30 Aprile / 6 Maggio 2018

Cosa sono i rifiuti speciali e come si smaltiscono

Cosa sono i rifiuti speciali e come si smaltiscono

Quando si parla di rifiuti, spesso rischiamo di non avere le idee chiare su cosa siano alcune tipologie specifiche di rifiuti, come quelli speciali, e come si smaltiscano. La definizione generale, dal punto di vista normativa, dei rifiuti è regolamentata dall’articolo 183 di un decreto legge italiano, il n.152 del 2006, poi confluito nel cosiddetto “Testo unico sui rifiuti”, modificato con ulteriori decreti. Dal punto di vista della legge, comunque, non si fa differenza tra i rifiuti che possono essere riciclati e quelli che non possono esserlo. La legge definisce, genericamente, il rifiuto come qualsiasi cosa di cui decidiamo (o dobbiamo) di disfarci. Ma entriamo più nel dettaglio della classificazione tra i rifiuti.

Come si classificano i rifiuti

Un rifiuto viene classificato dalla normativa vigente attraverso la sua origine, l’eventuale grado di pericolosità e il suo stato. Dunque, ci sono rifiuti urbani e cosiddetti speciali, ci sono rifiuti pericolosi e non, e infine ci sono rifiuti distinti tra loro per lo stato o la consistenza: solidi, fangosi o liquidi. Le categorie fanno quindi riferimento a dimensioni e cose anche molto diverse tra loro. In ogni caso, possiamo facilmente intuire che i rifiuti speciali siano sicuramente più particolari di quelli urbani. E allora, come gestirli e smaltirli?

I rifiuti speciali, cosa sono e come si smaltiscono

Quando parliamo in particolare di rifiuti speciali, stiamo facendo riferimento a un vero elenco di rifiuti specifici, anche molto eterogenei tra loro. Si va dai rifiuti agricoli a quelli derivanti da un’attività edile e di demolizione, a quelli industriali e artigianali, ma anche commerciali e sanitari, fino ad arrivare a quelli che si producono nella stessa attività di smaltimento dei rifiuti. Pensiamo ad esempio al fango che si produce dal sistema per rendere potabile l’acqua pubblica o agli scarti delle acque nere e così via. Inoltre, questa categoria di rifiuti può a sua volta essere distinta secondo il grado di pericolosità. È chiaro, quindi, che lo smaltimento dei rifiuti speciali sia un’attività da affidare a delle imprese specializzate nel settore, come Nieco, che sappiano garantire servizi e risultati eccellenti, professionali e certificati. Appare evidente, inoltre, che proprio questa categoria di rifiuti sia quella che maggiormente può, se gestita in modo non appropriato, ledere l’ambiente e il suo equilibrio naturale. Proprio per questo le normative prevedono dei sistemi di smaltimento adatti a ciascuna categoria di rifiuto speciale secondo protocolli di sicurezza standard.

Come configurare un modem infettato da virus

Come configurare un modem infettato da virus

La navigazione in internet comporta il rischio di imbattersi in qualche virus pericoloso che può intrufolarsi attraverso programmi, download insicuri, ma anche attraverso il modem di connessione. Cosa fare se il modem veicola un virus o si infetta? Ecco una rapida guida sulla configurazione di un modem infettato (altre informazioni sulla configurazione di un modem le puoi leggere al link: http://www.internetcasa.org/configurazione-modem-tiscali.html).

 

Riconfigurare un modem infettato da virus

Alcune tipologie di modem possono essere vulnerabili all’intrusione di virus che ne modificano le impostazioni  o rendono impossibile la connessione alle rete. I passi da seguire per ripristinare il modem sono i seguenti:

  • Resettare il modem: ciò comporta la cancellazione di modifiche o personalizzazioni che possono essere reinserite dopo il ripristino. Per effettuare il reset occorre staccare il cavo ADSL dalla presa telefonica, accendere il modem e premere per 10-12 secondi il tasto reset posto sul pannello di controllo. Rilasciare il tasto e attendere qualche minuto che il modem completi il riavvio.

· Verificare aggiornamento del firmware: per aggiornare il firmware occore andare sul sto del produttore del modem ed effettuare la ricerca del firmware per il modello e la versione corrispondente. Scaricare il firmware aggiornato sul computer ed eseguire l’esecutivo. L’aggiornamento del firmware deve essere fatto secondo le istruzioni del produttore, a modem acceso e collegato al PC tramite cavo Ethernet.

  • Cambiare ID e password di accesso al modem: occorre collegare il modem al PC con il cavo Ethernet e verificare che il cavo telefonico e quello di alimentazione siano collegati al modem. Accendere il modem e aprire il browser e digitare le credenziali standard di accesso al modem (verificare il manuale fornito dal produttore del modem). Dopo l’accesso è possibile modificare e personalizzare la propria password e username (possibilmente utilizzando un codice alfanumerico di almeno 8 caratteri e che alterni numeri e lettere maiuscole e minuscole).

Come aumentare la sicurezza del modem

Per migliorare la sicurezza del modem ed evitare intrusioni e “infezioni” in grado di modificare le impostazioni del modem, si suggeriscono i seguenti passaggi:

  • Disattivare il CWMP: o TR-069 è un protocollo che permette il controllo in remoto del modem. Per una maggiore sicurezza è bene disattivare il protocollo CWMP;

· Impostare le regole ACL: si tratta di selezionare le applicazioni che si desidera utilizzare come web, Ping, Telnet, FTP, SnMP e selezionare l’interfaccia come rete LAN per evitare l’accesso a queste applicazione tramite rete WLAM o wi-fi:

  • Disattivare UPnP: ogni produttore di modem ha la sua procedura di disattivazione (consultare il manuale del proprio modem).

Se i problemi persistono nonostante il tentativo di riconfigurazione si consiglia di cambiare modem.