Guida al matrimonio biologico – Parte Seconda

Riprendiamo con la nostra guida al matrimonio biologico. Se nella prima parte della guida abbiamo illustrato due concetti chiave come quelli del kilometro zero e del fatto in casa o a mano, in questa seconda parte della guida vedremo il concetto di biologico e di solidale.

Cominciamo dal concetto di biologico. Esistono numerosi elementi del matrimonio che potete reperire o acquistare in chiave biologica e naturale. Potete per esempio trovare un wedding photographer che stampi l'album di nozze su carta riciclata o inchiostri biologici solubili in acqua.

Oppure durante il banchetto scegliete alimenti da produzione biologica per quanto riguarda ortaggi e frutta, e se proprio dovete introdurre la carne fate si che essa non provenga da allevamenti intensivi o nei quali gli animali vivono in condizioni precarie.

Biologico può essere anche il make up ed i prodotti di bellezza per la sposa. Di produzione biologica possono anche essere i tessuti che compongono l'abito da sposa. Sono sempre di più infatti i brand eco sostenibili che puntano sulla produzione di cotone biologico oppure sulla produzione di seta ottenuta con processi che non vado a causare sofferenze ai bachi da seta. Per quanto riguarda la produzione di abiti in cotone biologico essi sono sostenibili per tre ragiono. Prima di tutto per la produzione del cotone non vengono utilizzate pesticidi e sostanze chimiche, secondariamente i proprietari delle piantagioni vengono pagati in maniera congrua e non sono schiacciati dalle esigenze del clienti ed infine gli operai coinvolti nel confezionamento degli abiti non sono sottoposti a turni di lavoro inumani e sono pagati in maniera onesta.

Per quanto riguarda il concetto di solidale esso riguarda fondamentalmente il reperimento di determinati prodotti o articoli dai canali del commercio equo e solidale. In particolare potere reperire le bomboniere o gli accessori sposa qualora magari desideriate un matrimonio di tipo etnico.

Non esattamente provenienti dal commercio equo e solidale sono anche le bomboniere di medici senza frontiere che consentono di finanziare importanti progetti umanitari nelle zone più disagiate del pianeta, progetti come vaccinazioni o la costruzione di nuovi ospedali.

In generale poi un concetto che può essere applicato al matrimonio è quello della decrescita felice. Siamo abituati infatti attraverso innumerevoli format televisivi, a vedere matrimoni sfarzosi e principeschi dove il focus sembra posto sullo sfoggio di denaro più che sul lieto evento. Ma è davvero questo lo spirito di un matrimonio? Facciamo in modo che non sia il budget ma la gioia ad avere il sopravvento.

La normativa in tema di energie rinnovabili negli edifici

Il mondo di oggi è sempre più green, ecco perché anche le abitazioni vengono costruite in modo sostenibile. Oggi il campo dell'edilizia e delle energie rinnovabili è in continua evoluzione, anche dal punto di vita normativo, ecco perché si realizzano sempre più case in legno.

I fattori che influenzano il mercato dell'edilizia sostenibile.
Uno dei fattori principali che influiscono sull'edilizia di questi ultimi anni è senza dubbio il fatto che viviamo in una società che impone ai propri soggetti di abitare in modo più sostenibile, ma anche la necessità dirisparmiare risorse energetiche e infine l'aspetto normativo.

Le case di legno a Udine e in Friuli.
Il Friuli è una delle regioni italiane più sensibili al tema delle energie rinnovabili, non a caso vanta numerose aziende del settore. Sono infatti diverse le ditte che di occupano di costruzione di case in legno a Udine, una di queste è la Friul Wood House. Proprio con questa azienda andiamo a vedere quali sono le norme più recenti in tema di energie rinnovabili.

La normativa in materia di energie rinnovabili. 
Il Decreto Rinnovabili, nonché decreto legislativo 28/11 entrato in vigore il 29 marzo 2011 è una delle normative più importanti in tema di energie rinnovabili, perché e va a definire i criteri che regolano le installazioni di impianti per la produzione di energia rinnovabile negli edifici.
Il decreto specifica che sia nel caso di un “edificio di nuova costruzione” che nel caso di un “edificio sottoposto a ristrutturazione rilevante”, quando parliamo di fabbricati abitativi, è necessario una predisposizione di impianti capaci di produrre energia rinnovabile. La potenza di questi impianti viene sancita sempre dal Decreto Rinnovabili, in base al tipo di immobile, alla sua superficie ed alla data in cui è stato richiesto il titolo edilizio.
Nei prossimi anni sentiremo parlare inoltre di Nzeb, ossia Near zero energy building, in riferimento ai nuovi edifici in costruzione, che dovranno avere un consumo di energia tendente allo zero che dovrà essere rispettato per le abitazioni private entro il 2020, per gli edifici pubblici entro il 2018.

Energie rinnovabili e case in legno.
Le normative sulle energie rinnovabili sono molto importanti per le ditte edilizie. Sulle case in legno è possibile installare i sistemi per l’efficienza e l’autonomia energetica senza particolari problemi. Le case in legno a Udine e non solo possono essere dotate di: pannelli fotovoltaici, solari termici, centrali a biomasse, pompe di calore, caldaie a condensazione. Questi elementi all'interno di una casa, consentono senza dubbio un notevole risparmio energetico ed economico, riscontrabile in breve tempo.

 

Il catalogo europeo dei rifiuti: CER

Quando si parla dello smaltimento dei drifiuti a Roma bisogna tenere conto delle varie regole che vengono deliberate attraverso il catalogo europeo dei rifiuti ( CER), che serve per classificare la tipologia di rifiuti che vanno poi smaltiti o riciclati secondo la normativa europea  75/442/ CEE.

I codici appartenenti al catalogo dei rifiuti del CER vengono definiti attraverso delle sequenze numeriche rappresentante da 6 cifre riunite, che vanno ad indicare il gruppo,  la provenienza e il processo produttivo del rifiuto.

Questi codici sono inseriti all’interno dell’Elenco dei Rifiuti istituito dall’Unione Europa con la delibera 2000/532/CE.

In Italia questo Elenco dei Rifiuti dell’Unione Europea è stato approvato a partire dal 1 gennaio del 2002, sostituendo la precedente normativa:

  • Il Decreto legge 152/2006 che regolava le norme in maniera ambientale

  • Il Dm del Ministro dell’ambiente

La normativa dell’Unione Europea 2014/CE, entrata in vigore a partire dal 1 giugno del 2015 ha aggiunto tre nuovi codici a quelli precedenti, modificando inoltre alcune delle voci presenti nell’elenco dei rifiuti.

La classificazione dei rifiuti va effettuata dal produttore, che deve assegnare il codice CER, prima che questo venga allontanato dal luogo di produzione, applicando con particolare attenzione tutta la procedura operativa richiesta.

I codici CER dividono i rifiuti in due gruppi: quelli non pericolosi e quelli pericolosi, con questi ultimi che vengono  identificati attraverso la presenza di un asterisco dopo il codice.

Per quel che riguarda la pericolosità dei rifiuti viene fatta una  particolare analisi, infatti oltre alla segnalazione all’interno della scheda di sicurezza questa può essere determinata attraverso analisi di laboratorio sui parametri di nocività dettati dalle direttive in materia.  L’analisi specifica viene fatta quando i rifiuti presentano un codice CER definito a specchio, cioè una coppia di codici CER riferiti ad uno stesso rifiuto con uno  che presenta  l’asterisco indice di pericolosità e l’altro è un codice normale. Pertanto non sempre è possibile individuare un codice CER nonostante siano disponibili anche online gli elenchi identificativi dei rifiuti, catalogati con semplice codice o con aggiunta di asterisco. Ad esempio prendendo in esame degli scarti di rifiuti chimici con identico codice CER, il diverso processo di produzione può portare ad avere un codice a specchio. 

I rifiuti pericolosi presentano anche una classe di pericolosità che viene indicata con la sigla HP, seguita da un numero crescente da uno a 1 a 15 , che ne rappresenta il grado.

Particolare attenzione la meritano i CER 99, sotto la cui cifra vengono identificati tutti i rifiuti non specificati ossia quelli che non vengono associati a nessuna classe o sottoclasse.

 

Assicurazioni per pannelli fotovoltaici

La produzione di energia rinnovabile, una sfida per la comunità mondiale nella lotta contro l’effetto serra, passa anche attraverso i pannelli fotovoltaici. Energia pulita ed economica che vale la pena proteggere attraverso la manutenzione degli impianti solari e la loro assicurazione contro eventuali danni.

Generalmente l’impianto fotovoltaico per la cui realizzazione viene chiesto un finanziamento bancario è già coperto da assicurazione “All Risk”. Nonostante i pannelli siano molto resistenti e gli impianti vengano realizzati nel rispetto di ogni norma prevista e correttamente rivolti verso sud, le stesse imprese installatrici consigliano i proprietari di aderire ad una polizza per la copertura di eventuali rischi, proponendo agenzie di loro fiducia o la consultazione delle migliori assicurazioni online.

Pannelli e impianti fotovoltaici potrebbero, infatti, subire “danni diretti”, causare “danni indiretti” ai proprietari e determinare "danni contro terzi".

I primi sono dovuti agli infortuni a cui vanno soggette le strutture stesse. Si possono determinare danni derivanti dai comuni agenti atmosferici come pioggia, grandine, neve, vento; dalle calamità naturali quali terremoti, incendi, alluvioni; dai guasti generici per eventi accidentali e fenomeni elettrici imprevedibili come gli sbalzi di tensione ed infine, ma non ultimi, si hanno danni causati dagli atti vandalici e dai furti. I danni indiretti si verificano per perdita di profitti da parte dei proprietari quando l’impianto cessa, anche temporaneamente, la sua produttività. Eventuali danni a terzi sono quelli provocati accidentalmente dalle strutture o dal cattivo funzionamento e che i proprietari sono tenuti a risarcire, rientrando nella casistica giuridica della responsabilità civile. 

GeneraliReale MutuaIntesa San PaoloAssitecaHelvetia, Sai FondiariaToro AssicurazioniZurickAllianz, Cattolica, insieme alle “migliori assicurazioni online”, hanno sviluppato un’esperienza consolidata nel tempo e sono in grado di fornire pacchetti con copertura rischi ampia e dettagliata. Diversamente dal passato, oggi avviene che l’assicurazione di un impianto fotovoltaico possa essere compresa all’interno di una polizza per abitazione, nel qual caso, in seguito all’evento dannoso, si garantirebbe una percentuale di rimborso pari all’intero valore dell’impianto.

Risulta che la Solar World sia specializzata nel fornire assicurazione completa per tutti i kit di montaggio fotovoltaico acquistati e che esista una possibile copertura per danni derivanti da eventi  socio-politici.

Oltre alla quantificazione del massimo indennizzo, standard pari al 50% del danno subito, e alla relativa franchigia che resta a carico del contribuente va considerata con attenzione la garanzia relativa alla mancata produzione di energia elettrica, descritta nelle varie polizze con la dizione generica “perdita di profitto” o come perdita economica per “mancato funzionamento”, per “minore produttività” o per “mancata produzione”, dettagli che possono fare la differenza.

Iveco Daily Electric, un furgone ecologico

Chi l'ha detto che i mezzi commerciali sono tutti inquinanti e poco rispettosi dell'ambiente? Emporio Rossi che si occupa di vendita di ricambi Iveco ci aiuta a trovare una smentita a questo assunto è sufficiente mettere alla prova l'Iveco Daily Electric, un Daily che garantisce zero emissioni grazie alla propulsione elettrica. Con un'autonomia dichiarata di poco meno di 300 chilometri, questo veicolo è il meglio che si possa desiderare sia dal punto di vista dell'ecologia che dal punto di vista della tecnologia. A quasi tre decenni di distanza dalla presentazione del primo prototipo di Daily dotato di propulsione elettrica, quindi, grandi passi avanti sono stati compiuti, e ora si può contare su un mezzo che fa dell'affidabilità uno dei propri tratti distintivi.

Ecco, quindi, che vien voglia di mettersi al volante del nuovo Daily Electric: come detto, è totalmente a emissioni zero perché al 100% elettrico, ed è munito di una ricca serie di ausiliari elettrici che assicurano il massimo dell'efficienza, anche perché caratterizzati da un peso modesto. Un elenco delle doti di questo veicolo green sarebbe quasi infinito, ma tra le altre vale la pena di menzionare il limitato consumo di energia e le prestazioni delle batterie, che – oltre a durare a lungo – possono essere al 100% riciclate: anche questo è un aspetto che merita di essere preso attentamente in considerazione da parte di chi non intende sottovalutare il proprio impatto sull'ambiente.

Il peso totale a terra del nuovo Daily Electric è pari a 5.6 tonnellate, mentre il volume di carico arriva a 19.6 metri cubi: si tratta, insomma, di un mezzo che può essere sfruttato in modo ottimale per i viaggi e per i trasporti nelle aree urbane, ovviamente anche quelle con zone a traffico limitato. Anche nei centri storici delle città, pertanto, si può usufruire del comfort di questo veicolo commerciale "verde", che per di più include nella dotazione di serie un sistema di segnalazione acustica innovativo per garantire la sicurezza dei pedoni, che si attiva da zero a trenta chilometri orari in maniera automatica.

E non è finita qui: esplorando ancora più a fondo la dotazione del modello (a un prezzo di 85mila euro), si scopre anche la presenza di un tablet da 7 pollici rimovibile e un navigatore TomTom Bridge integrato in un quadro strumenti elettronico che è stato studiato e messo a punto per favorire il monitoraggio dei dati del furgone. Perché, allora, rinunciare alla possibilità di assecondare le proprie esigenze lavorative senza influire negativamente sulla realtà che ci circonda? 

Le maison che rispettano gli animali

Le borse firmate non sono sempre sinonimo di crudeltà sugli animali: non è detto, infatti, che un accessorio di alta classe per poter essere considerato tale debba essere realizzato con pellami veri. Proprio per questo motivo, sono sempre più numerose le maison di moda che propongono delle borse – per così dire – vegan: uno dei nomi dell'alta moda che più hanno prestato attenzione a questo aspetto è senza dubbio quello di Stella McCartney. Va detto che per il momento questo trend è molto sentito soprattutto sul mercato anglosassone: è qui che sta guadagnando un certo prestigio un marchio come Matt&Nat, che ha deciso di puntare proprio su una filosofia vegan per di più a prezzi relativamente abbordabili.

Anche Vendula London è uno dei brand che si stanno impegnando in questo senso, come dimostrano le sue clutch in faux leather che sono sinonimo di creatività e di fantasia: e, anche in questo caso, si sta parlando di un marchio britannico. Se, invece, si vuole puntare sulla raffinatezza dei francesi, ecco che si può dare uno sguardo alle borse in nylon progettate e realizzate da Hervé Chapelier, che sono in grado di coniugare la filosofia vegan con tanti colori differenti: una varietà cromatica eterogenea che è valorizzata dalla disponibilità di tanti formati differenti, sempre all'insegna della praticità.

Non che le borse firmate vegane siano una prerogativa delle case di moda europee, sia chiaro: anche al di là dell'Oceano Atlantico sono stati – e sono ancora oggi – in molti a impegnarsi sotto questo aspetto. Leni Penn, per esempio, si è fatta apprezzare per una tote bag effetto struzzo, effetto serpente o effetto coccodrillo, a seconda dei gusti, tra colori e misure differenti. Anche questa volta, poi, faux leather è una parola chiave da cui non si può prescindere. E a proposito di faux leather, perché non tornare nel Vecchio Continente, e più precisamente in Irlanda, per osservare da vicino le shopping bag di CoraLlei, per altro ottenute con materiali italiani? Sempre Oltremanica, l'inglese Wilby ha dato vita a borse glamorous decisamente affascinanti: si tratta del primo marchio che ha ricevuto addirittura l'approvazione della Peta (organizzazione a tutela degli animali), e questo è di sicuro un buon motivo per fare acquisti in tal senso. 

Ancora, immergendosi in questa rassegna all'insegna del rispetto per gli animali è facile lasciarsi affascinare dai modelli di Palloncino Verde, un marchio americano a dispetto del nome italiano: si tratta di un brand fondato da Jim Costello e specializzato proprio in borse vegane in faux suède.

Le novità relative ai registri di carico e scarico rifiuti

Quando si parla di rifiuti bisogna stare molto attenti ad analizzare tutte le pratiche amministrative che nè derivano a partire dai registri di carico e scarico rifiuti, che vengono gestiti dalla Camera di Commercio competente e devono seguire le normative europee in campo rifiuti.

Il registro di carico e scarico rifiuti è un’importante formulario in cui vengono segnati  tutti i rifiuti che sono stati smaltiti durante l’anno.

Negli ultimi anni dopo un periodo di stallo le novità su i registri di carico sono diventate effettive  grazie al Decreto Legge num 125/2013, che riprendono  l’articolo 109, che si occupa nello specifico del registro di carico e scarico obbligando a tenerlo sempre aggiornato.

I soggetti che devono trovare sempre aggiornato il registro sono :

  • Le imprese di rifiuti che si occupano di rifiuti speciali non pericolosi relativi ad attività artigianali

  • Tutti gli enti e le impresi che si occupano di rifiuti non pericolosi relativi a materiali per la depurazione delle acque

  • Chi si occupa dello smaltimento e il recupero rifiuti

  • I produttori che svolgono attività di riutilizzo e smaltimento dei rifiuti non classificati

  • Chi si occupa di rifiuti urbani

Non tutte le tiplogie di rifiuti appartengono alle categorie che devono consegnare il registro di carico e scarico rifiuti, come riportato nel comma 1- bis.

Tra questi troviamo:

  • Tutti gli enti che aderiscono al sistema SISTRI (  Sistema Controllo della Tracciabilità)

  • Chi si occupa dei rifiuti speciali non pericolosi

  • Tutti quelli che non fanno parte delle imprese e conservano  tutte le schede del SISTRI relative alle schede rifiuti

Un’altra categoria che viene analizzata riguardo al registro di carico e scarico rifiuti è quella che riguarda gli imprenditori agricoli a cui viene chiesto di:

  • Conservare per tre anni il Formulario per l’Indentificazione del Rifiuto o la scheda SISTRI

  • Tenere sempre per tre anni la scheda SISTRI,  che viene rilasciata dal Consorzio della zona di competenza dell’azienda

Ci sono poi delle specifiche categorie in cui tutta la normativa rimane invariato al precedente Decreto Legge

  • Chi produce rifiuti, che entro 10 giorni dall’ avvio della produzione verranno  smaltiti o  recuperati per il riciclo

  • Chi si occupa, sempre entro 10 giorni lavorativi, di prodotti che vengono riutilizzati senza subire alcun trattamento

  • Enti che effettuano tali operazioni entro i due giorni lavorativi

  • I commerciali che attivano le operazioni entro due giorni e le concludono entro il decimo giorno

Per chi è tenuto a redigere tale registro è bene sapere che necessita di vidimazione, si può fare solo ed esclusivamente alla Camera di Commercio di riferimento pagando circa € 30 per i diritti di segreteria prima della consegna. 

Come risparmiare sulla bolletta del riscaldamento

Uno delle spese relative alle utenze domestiche che può incidere molto sul budget familiare, è senza ombra di dubbio quella relativa al riscaldamento della propria abitazione. Durante l’inverno la temperatura esterna scende e in alcune regioni dello stivale raggiunge con facilità gli zero gradi, indossare pesanti maglioni, lunghi cappotti e coperte di lana non serve a molto, è necessario utilizzare delle fonti di calore per riuscire a riscaldare il proprio corpo e la propria dimora.

Consigli utili

L’arrivo della bolletta del riscaldamento spesso terrorizza, ma grazie ad alcuni semplici suggerimenti che sono illustrati nell’elenco che segue è possibile riuscire a riscaldare con facilità la propria abitazione, senza rischiare di ricevere una bolletta esagerata.

  • Non far mai arrivare la temperatura interna di casa sopra i 20°C, in questo modo è possibile oltre a risparmiare qualcosa in bolletta, non correre rischi per la salute.

  • Far fare con attenzione il cambio d’aria agli ambienti della casa, la presenza costante di aria pulita è molto importante anche durante l’inverno, ma bisogna fare attenzione perchè può causare una dispersione di calore. E’ preferibile aprire le finestre per far cambiare l’aria quando i caloriferi non sono attivi, magari appena alzati, basteranno 10 minuti.

  • Eliminare gli spifferi dalle finestre e dalle porte utilizzando delle apposite spugnette, nel caso in cui non sia possibile fermare lo spiffero è consigliabile effettuare un cambio degli infissi. Questo genere di intervento viene generalmente effettuato durante i lavori di ristrutturazione appartamenti roma, la presenza di spifferi può incidere molto sul consumo del riscaldamento

  • Accendere i termosifoni quando ce ne è effettivamente bisogno, ad esempio se durante la mattinata i membri della famiglia sono a scuola o al lavoro è uno spreco di energia lasciare il riscaldamento acceso. E’ preferibile utilizzarlo quando in casa è presente qualcuno e soprattutto nelle ore più fredde della giornata come la mattina presto e la sera. Quindi spegnere le fonti di calore nelle stanze inutilizzate e lasciarli accesi negli ambienti più vissuti della casa, aiuterà a concentrare il calore dove realmente serve senza sprechi inutili. 

  • Abbassare le tapparelle durante le ore serali e la notte aiuta a contrastare la dispersione del calore interno. E’ consigliabile anche munire la casa di finestre con i vetri doppi
  • Per chi non dispone di un impianto di riscaldamento autonomo ma deve rimettersi agli orari decisi dal condomio sull'accensione e spegnimento dei termosifoni, può comunque prestare attenzione a non coprire in alcun modo gli stessi. Evitare quindi di posizionare sopra copritermosifoni, tendaggi, strutture in legno di copertura che se da un lato abbelliscono esteticamente dall'altro impediscono il circolo d'aria e disperdono il 40% di energia