Energia e Ambiente

Pianeta ti amo, bolletta ti taglio!

Entrare in un ufficio e vedere il climatizzatore acceso e una finestra spalancata. Passare di fronte ad un negozio e sentire la corrente d’aria fredda che fuoriesce dalla porta aperta. Esser ospitati a casa di amici e notare che nel frigo vengono messi cibi ancora bollenti…

Sono solo alcuni dei tanti episodi che mi sono capitati di recente e se, da un lato, non vi nego di aver provato una sofferenza fisica (il mio cuore verde è molto sensibile), dall’altro lato (quello del cervello) mi continuavo a chiedere: Perché? Perché adottare scelte irrazionali (a volte persino, almeno teoricamente, sanzionabili) quando, con un paio di accortezze, si potrebbero ridurre i consumi di gas ed elettricità e fare un favore al pianeta? Basta adottare alcuni semplici accorgimenti come quelli proposti dalla guida sul risparmio energetico di Facile.it per risparmiare sulla bolletta e conservare l’ambiente.

Le risorse della Terra non sono infinite e neanche i soldi nel portafogli! Invece di pensare a come guadagnare di più, magari si potrebbe trovare il modo di non buttare il denaro dalla finestra (c h i u d e t e l a!).

Considerato poi che gli antichi romani la sapevano lunga, mi avvalgo di una espressione che, da secoli, va di moda: “repetita iuvant”. Consigli che vi sembrano banali? Bene, vorrà dire che sono talmente semplici da attuare che non ci sono più scuse per non metterli in pratica.

1)    Attenti all’etichetta energetica

Le etichette energetiche dalla G alla A sono state un esempio di successo. Da qualche anno la tecnologia e la ricerca in tal senso sono andate talmente avanti che quasi tutti gli elettrodomestici hanno raggiunto la classe A ed è stato anzi necessario aggiungere qualche + (A+, A++…). La differenza, però non è di mera forma, come fra un 30 e un 30 e lode. La A, come dire, non basta più. Per incidere in maniera significativa sui consumi elettrici dovete fare la scorta di “più” (in attesa che entri in vigore la nuova classificazione energetica 2.0 che tornerà a classificare dalla A alla G). Questo discorso vale per gli elettrodomestici, ma anche per le lampadine, i climatizzatori e le caldaie.

2) Il dimensionamento giusto

Che sia un frigorifero o una lampadina, prima di acquistare un bene energivoro, dobbiamo quantificare, magari con l’aiuto dei rivenditori, le nostre reali esigenze e scegliere l’elettrodomestico o l’apparecchio elettrico giusto per noi. Se, ad esempio, debbo comprare una lampadina per l’abat jour (che, a dire il vero, io ho senza il cappello schermante che ne ridurrebbe la luminosità) dovrò preferire un esemplare con una potenza minore di quella da installare sul lampadario che illumina una stanza da 30 mq. Lo stesso discorso vale per il frigorifero. È certamente bellissimo (e più costoso) quello alto fino al soffitto e a due ante (che ci ricorda magari la nostra trasmissione TV preferita dedicata alla cucina), ma se la nostra famiglia è composta da due persone (e magari entrambi pranziamo spesso fuori casa) potremo risparmiare soldi (anche della bolletta) e spazio scegliendone uno più a misura delle nostre esigenze.

Una volta scelto il frigorifero migliore per le vostre esigenze utilizzatelo nel modo più intelligente: evitate di mettere cibi caldi in frigo e aspettate siano a temperatura ambiente prima di riporli fra gli scaffali. Eviterete inutili sprechi di energia e pericolose profilerazioni batteriche.

3) Led (degli elettrodomestici) quanto mi costi?

Mio figlio ha ormai quattro anni e, prima della nanna, c’è il rito della lettura delle favole (che si rinnovano settimanalmente grazie alla complicità della Biblioteca del Pigneto). Uno dei libri che più ama si intitola “Piccolo buio” e racconta la storia di una bambina che non ha paura delle luci che si manifestano di notte dallo spiraglio che rimane aperto dalla porta della sua stanzetta. Alla fine (scusate lo spoiler!) queste bagliori risultano essere non manifestazioni di fantasmi o entità extraterresti, ma semplicemente il led della lavatrice e lo schermo del computer che i genitori distratti hanno lasciato accesi. Ogni tanto, mettendo a dormire mio figlio gli dico: “non ti preoccupare, a casa nostra siamo troppo tirchi… ehm ecologisti per avere lucine accese per casa”. Battute a parte, il libro mi ha fatto pensare ad un altro lato positivo del non tenere nessun elettrodomestico in stand-by (anche grazie a temporizzatori o ciabatte uniche): evito che mio figlio possa pensare che la nostra casa sia invasa da fantasmi e mostri verdi…

Con pochi, semplici accorgimenti il risparmio mensile che si può ottenere sulla bolletta può raggiungere anche diverse centinaia di euro.

4) Il troppo storpia. Anche nell’abbassare / alzare le temperature

Forse non tutti sanno che la temperatura da tenere in casa, sia d’estate che d’inverno, ha dei limiti imposti per legge che, da un lato, garantiscono che non vengano sprecati, inquinando, gas ed elettricità e, dall’altro, consentono di ottenere, all’interno di abitazioni e uffici una temperatura ottimale. Come si evince dalla guida realizzata da Enea sul controllo e la manutenzione degli impianti termici nell’ambito delle attività di informazione del Ministero dello Sviluppo Economico, d’estate la temperatura non può essere inferiore a 26° (con -2° di tollerabilità), ma vi assicuro che un ventilatore ed un deumidificatore, oltre che a consumare meno del classico climatizzatore, vi daranno subito immediato benessere e quindi non sarà necessario far scendere ulteriormente la temperatura. Delle tende alle finestre e ai balconi e delle tapparelle abbassate vi aiuteranno a non far crescere la febbre dell’appartamento.

L’inverno la temperatura massima è di 20° (con una tolleranza di +2°).

Non utilizzate tutte le stanze? Usate le valvole termostatiche per chiudere i termosifoni installati nelle stanze che non utilizzate e non accendete i climatizzatori ove non serva.

Ovviamente non lasciate le finestre aperte ed eviterete di disperdere il comfort climatico raggiunto da climatizzatori e termosifoni! Peraltro, fortunatamente, a casa mia basta lasciare aperte le finestre e, sfruttando lo scontro d’aria, evito che d’estate l’umidità trovi ospitalità tra le mie quattro mura e quindi raramente accendo il climatizzatore (l’anno scorso non sarà stato accesso più di 5 volte e, quest’anno, devo ancora metterlo in funzione).

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